Newsletter, cos’è? Perché e come farla?

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3 Settembre 2021
newsletter cos'è

Lo abbiamo detto in più occasioni: ogni tanto, chissà perché, sul web viene improvvisamente celebrato il funerale di qualche strumento che fino a poco tempo prima, magari, era anche considerato molto molto efficace. Per citare la saggezza sensazionale di Boris diremmo “così, de botto, senza senso”. Salvo poi accorgersi in seguito che lo strumento in questione non solo è vivo e vegeto, ma – quando utilizzato come si deve – continua a mantenere invariata la propria efficacia. Qualche anno fa è stato il turno dell’e-mail, che ha iniziato a essere data per spacciata causa obsolescenza. Un falso mito ampiamente smentito, per fortuna, da molti professionisti del settore – oltre che, soprattutto, dai risultati di strategie in cui l’e-mail marketing rivestiva un ruolo preponderante – e che noi stessi abbiamo contribuito a confutare (a tal proposito, puoi dare un’occhiata al nostro articolo su come fare email marketing).

A fare le spese di questa presunta dipartita dell’e-mail, secondo alcuni, sarebbe stata naturalmente anche la newsletter. Uno strumento che invece a tutt’oggi risulta decisamente in salute, utilizzato da professionisti e aziende di ogni settore, in molti casi con risultati eccellenti. Anche in questo caso, come ci troviamo a ripetere praticamente in ogni singolo contenuto pubblicato su questo blog in cui si parli di una delle infinite soluzioni messe a disposizione dal web marketing, la validità di uno strumento non è mai data dalla natura dello strumento in sé o dalle sue caratteristiche, quanto dal modo in cui esso viene inserito all’interno di una strategia. E per integrare sapientemente lo strumento in una strategia, la prima cosa da fare è imparare il più possibile su quello strumento. Quindi allacciamo le cinture, facciamo finta di digitare su Google “newsletter cos’è” e andiamo a scoprire di cosa si tratta e soprattutto… perché è ancora viva.

Newsletter aziendale vs DEM: informare vs vendere

È opportuno qui fare subito una distinzione, perché sotto questo aspetto sono ancora in tanti, fra chi non è del settore, ad avere le idee poco chiare. L’e-mail marketing non è fatto solo di newsletter. E newsletter aziendale non è sinonimo di direct e-mail marketing. Okay, messa così forse ti risulta anche meno chiara di prima.

Quindi procediamo con ordine. Nel panorama generale del marketing svolto attraverso l’e-mail, si distinguono due categorie strategiche: newsletter e DEM (acronimo appunto di Direct E-mail Marketing). Sostanziali differenze fra le due? Tutte quelle che possono venirti in mente. Davvero, tutte tutte tutte. Si tratta di due strumenti che si trovano ai poli opposti nel rapporto che stringi con un potenziale cliente:

  • Si distinguono infatti per l’obiettivo (il “perché”, per dirla alla Simon Sinek): la DEM vuole vendere; la newsletter vuole fornire valore.
  • Si distinguono per i modi (il “come”): la DEM promuove; la newsletter informa.
  • E si distinguono infine per la loro struttura (il “cosa”): la DEM contiene offerte, proposte e così via; la newsletter contiene approfondimenti, suggerimenti, considerazioni, articoli.

Vedi? Si tratta di una distinzione così netta che in fondo è anche facile da assimilare. Ora focalizziamoci sulla newsletter. La newsletter rappresenta un canale informativo diretto con le persone che si sono mostrate interessate o che potrebbero essere interessate a ciò che tu e la tua azienda avete da offrire. Quindi clienti passati, clienti attuali o clienti potenziali. Puoi utilizzare la newsletter essenzialmente in due modi:

  1. Tenere aggiornati i clienti passati e attuali sulle iniziative e sulle attività della tua azienda, per incrementare il tasso di fidelizzazione, tenendo alto il loro interesse nei confronti del brand e aumentandone l’autorevolezza ai loro occhi.
  2. Fornire valore gratuito ai clienti potenziali, inviando loro notizie (news, appunto), articoli, approfondimenti esclusivi e contenuti d’informazione relativi al tuo settore.

Già, valore gratuito. Perché le informazioni, come di certo ben sai, rappresentano sempre e in ogni caso un valore vero e proprio. Valore che, se condiviso con competenza, consapevolezza e forma adeguate, le persone apprezzano e sono felici di ricevere. Innescando così quel meccanismo di reciprocità (“io do a te, tu dai a me”) indispensabile per trasformare clienti potenziali in clienti effettivi. Per questo motivo la newsletter può definirsi a tutti gli effetti uno strumento di marketing, benché non contenga offerte, promozioni o call to action. Sì, questa è una regola ferrea: niente call to action all’interno della newsletter! Al tuo cliente non devi chiedere nulla. Questo è il momento del dare, che serve a propiziare il momento del ricevere.

Perché e come? Esempi di newsletter

A questo punto potrebbero essere due o tre le domande che ti ronzano in testa: quale delle due modalità (newsletter o DEM) è la più efficace? Come ottenere gli indirizzi e-mail di potenziali clienti per iniziare a inviare la propria newsletter? Quali potrebbero essere esempi di newsletter?

Partiamo dalla prima. La risposta è: entrambe. A patto che siano utilizzate in modo strategico. E che le persone riescano a percepirle sempre come due cose distinte. Ci spieghiamo meglio. Mettiamo che tu scelga di inviare la tua newsletter ogni lunedì (calendarizzare l’invio per creare nel cliente una sensazione di abitudine può rivelarsi in certi casi una mossa azzeccata): il lunedì sarà, a partire da quel momento, per quanto ti riguarda, solo ed esclusivamente il giorno della newsletter. In quel giorno della settimana il tuo cliente non dovrà ricevere altro da te. E la newsletter, come detto, non dovrà contenere alcun tipo di offerta o call to action. Nel caso tu scelga, dopo tre o quattro lunedì, di proporre per esempio al potenziale cliente un’offerta o un prodotto/servizio entry level, dovrai inoltrare la tua DEM (e-mail promozionale) in un altro giorno della settimana, scollegandola completamente dal flusso della newsletter.

Il processo è abbastanza intuitivo: fornire valore attraverso le newsletter, acquisire fiducia e autorevolezza attraverso la tua competenza, e infine proporre il tuo prodotto. Fra i due strumenti il rapporto è complementare: la DEM, senza essere preceduta dal valore fornito attraverso la newsletter, non venderebbe; la newsletter aziendale, senza essere affiancata da una proposta specifica, rischierebbe di risultare fine a se stessa. O meglio, possiamo dire che sul lungo periodo, in una logica di inbound, condividendo con continuità dei contenuti davvero preziosi e utili, potresti ragionevolmente orientare la tua strategia affinché sia il cliente stesso a contattarti, anche senza call to action mirate. Certo, si parla di tempi importanti e contenuti strategici di assoluta qualità, ma sarebbe fattibile.

La risposta alla seconda domanda, perlomeno nell’ambito digital (che è quello che ci interessa qui), è altrettanto semplice: campagne. La formula più accessibile è quella della lead generation attraverso i social network, in particolare Facebook e Instagram (se vuoi saperne di più, in uno dei nostri articoli abbiamo spiegato cosa sono i lead). Si tratta, per farla breve, di campagne ads finalizzate ad ottenere contatti di potenziali cliente in target. Anche qui regna la regola della reciprocità: cerca sempre di offrire qualcosa in cambio del contatto. Utilizza cioè quello che in marketinghese stretto viene definito lead magnet (magnete per contatti). Può essere un piccolo sconto, una brochure scaricabile, un video informativo o qualsiasi altro contenuto di valore.

Per concludere, esempi di newsletter: sono virtualmente infiniti. Qualsiasi informazione, qualsiasi notizia, qualsiasi contenuto relativo al tuo settore possa informare, coinvolgere, intrattenere o semplicemente essere utile alle persone, può essere adattato e trasformato nell’argomento della tua newsletter. Hai un negozio di vestiti? La newsletter potrebbe parlare dei capi più in voga per la prossima stagione, delle mode provenienti da oltreoceano destinate a spopolare, dei “must have”. Vendi consulenze finanziarie? Potresti commentare settimanalmente l’andamento dei mercati, le notizie dal mondo dell’economia, le storie dei grandi investitori di ieri o di oggi. Sei un nutrizionista? Non sarebbe interessante per i tuoi potenziali clienti ricevere una volta a settimana dei piccoli ma preziosi consigli in merito ad alcuni alimenti e alle loro proprietà? Insomma, in ogni settore e per ogni professione esiste del valore da poter trasmettere in cambio di fiducia e considerazione. Basta lasciarsi ispirare dalla propria passione.

Ma queste e-mail chi le invia? La tua agenzia marketing Roma

Ah, c’è in effetti un’altra domanda che ti potresti porre: queste e-mail partono da sole? Sì, possono partire da sole, ovvero in modo totalmente automatizzato. I tool (ovvero gli strumenti) che permettono di pianificare e programmare l’invio massivo di e-mail sono numerosi e tutti più o meno validi. Offrono naturalmente anche funzioni di report dei risultati, per capire quali mail siano state più apprezzate, quanti utenti della lista e-mail le abbiano aperte e visualizzate, quali e quanti click siano stati effettuati all’interno di ogni singola mail, e più in generale per analizzare tutte le metriche rilevanti e aggiustare il tiro in corsa.

“Okay, amici di Wezed, c’è solo un piccolo problema: io non ho la minima idea di cosa diavolo stiate parlando! Non conosco questi strumenti né tantomeno so come si usino!”

Chiaro. È per questo che esistono le web agency. Nel caso tu voglia impostare insieme a noi un flusso integrato di newsletter e DEM, magari inserendolo in una più ampia strategia di marketing digitale, come agenzia marketing Roma saremo felici di affiancarti in questa impresa. A proposito! Che ne dici di iscriverti alla newsletter di Wezed? Il valore te l’abbiamo fornito, eh!

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