L’illusione di poter fare a meno della competenza

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30 Giugno 2020

La notizia ha fatto in pochi giorni il giro del mondo e di sicuro l’hai letta o sentita anche tu.

Un collezionista privato di opere d’arte di Valencia è riuscito ad accaparrarsi una preziosa copia del quadro Immacolata Concezione dell’Escorial del pittore barocco Bartolomé Esteban Murillo, fra i più grandi esponenti della pittura spagnola del ‘600.

E ha pensato bene di farla restaurare.
Da un restauratore di… mobili.

Sul serio, eh.
Un restauratore di mobili.

Ammesso che tu non abbia già visto il risultato in uno dei tanti meme realizzati sul web per l’occasione, te lo mostriamo noi.

Boom.

Che ne dici? Esatto, un disastro.

A nulla è valso il tentativo di recupero effettuato successivamente, che forse ha persino peggiorato la situazione: il quadro resterà per sempre nelle sue attuali condizioni.

Ti sorprende? Non dovrebbe.

Quello che ti abbiamo mostrato non è il primo – e purtroppo non sarà neanche l’ultimo – scempio artistico causato da restauratori di opere d’arte a dir poco “improvvisati”.

Basta una rapida ricerca su Google per farsi un’idea della frequenza con cui questi casi si verificano.

Vabbe’, tutto molto interessante, ma su questo blog si dovrebbe parlare di marketing e invece ora avete tirato fuori la storia dell’arte e del restauro!”.

Eh sì, è stato necessario. Perché la disavventura dell’incauto collezionista contiene in sé un messaggio importantissimo.

Quale?

RIVOLGERTI A PERSONE POCO COMPETENTI PER RISPARMIARE VUOL DIRE FARE DANNI

Danni di un certo peso. Danni che spesso è impossibile riparare.
E questo vale nella restaurazione come in qualsiasi altro campo, anche in quello del web marketing e della comunicazione. Anzi, soprattutto in quello della comunicazione.

Del resto, come potrebbe non essere così?
Il modo in cui la tua azienda comunica sul web definisce la tua azienda agli occhi degli utenti.
Su ogni contenuto che posti sui sociali, su ogni e-mail che invii ai tuoi contatti, su ogni articolo che pubblichi sul tuo blog, i clienti leggono il nome della tua azienda.
E associano quel nome a ciò che la tua comunicazione trasmette.
L’associazione è rapida, automatica e, una volta compiuta, non facile da correggere.

Traduzione: se un potenziale cliente, nel corso del tempo, associa mentalmente la tua azienda a una comunicazione di scarsa qualità, inizierà a convincersi che anche il prodotto/servizio che offri sia qualitativamente debole.
E fargli cambiare idea diventerà un’impresa complessa.

“A ME NON SUCCEDERÀ MAI”. SICURO?

Esempio pratico.

Decidi di rivolgerti a una web agency per curare la comunicazione della tua azienda e, perché no, mettere su la tua prima campagna su Facebook. Dai un’occhiata al sito dell’agenzia: è davvero ben strutturata e organizzata per far fronte a tutte le tue richieste, produce contenuti testuali e visivi di grande qualità.

Insomma, offre davvero un ottimo servizio. Li contatti, gli spieghi di cosa hai bisogno e cosa vorresti, richiedi il preventivo.

Quando arriva, è più alto di quanto ti aspettavi. Ti prendi del tempo per riflettere sull’investimento.

Il giorno dopo, al bar sotto casa, incontri Tizio, il caro vecchio Tizio, l’amico che tutti abbiamo e che è sempre stato un tipo sveglio per quanto riguarda internet, social network e altre diavolerie tecnologiche simili.

Attenzione, non lavora nel web marketing, né per qualche agenzia pubblicitaria, anzi, si occupa di tutt’altro.

Però è un appassionato dei social, che ama passare molto tempo su Facebook e su Instagram e pubblica un gran numero di post al giorno. In quel momento, in poche parole, è uno che ne capisce un po’ più di te.

L’idea ti attraversa la mente come un fulmine.

Ascolta, tu che sui social te la cavi bene, te la sentiresti di pubblicare qualche post sulla mia pagina Facebook? Giusto per fare un po’ di comunicazione, sai com’è, di questi tempi su internet ci devi essere, no? Ovviamente sotto compenso eh, ci mancherebbe!”.

Tizio acconsente. In fin dei conti, il tempo per farlo ce l’ha e un’entrata in più fa sempre comodo.

Gli passi il materiale, ovvero le informazioni sul prodotto o il servizio che offri, e qualche linea generale da seguire. Per il resto, ha carta bianca.

Affare fatto: lui guadagnerà qualche soldo in più facendo qualcosa che comunque lo appassiona, tu avrai finalmente una comunicazione social soddisfacente e, per giunta, spendendo un decimo della cifra necessaria a ingaggiare la web agency.

O almeno così credi. Fino a quando non vedi il primo post realizzato dal tuo amico.

E fai più o meno la stessa faccia che hai fatto due minuti fa guardando il quadro rovinato dal “restauratore”.

Sul post c’è un errore grammaticale abbastanza grave. Neanche tu sei un social media manager, ma l’italiano lo conosci. E lo conoscono anche gli utenti che seguono la tua pagina, perché sotto il post sono già comparsi due commenti che ironizzano sul contenuto.

Chiami Tizio, glielo fai notare, lui si scusa e corregge immediatamente.

Nel post successivo, c’è un prezzo sbagliato in grafica. Non è lo stesso prezzo che gli hai trasmesso.

Il terzo post contiene un altro errore ed è stato anche sponsorizzato, quindi visto da migliaia di potenziali clienti.

E così via. Fino al giorno in cui comprendi l’inadeguatezza della gestione e decidi di concludere il rapporto lavorativo. Amici come prima.

Nel frattempo, però, hai comunque speso soldi senza ottenere il minimo risultato.

Hai perso tempo, che avresti potuto investire in una comunicazione professionale ed efficace.

E hai perso l’occasione di fare fin da subito un’ottima impressione sui clienti che ancora non ti conoscevano, e che ora identificano la tua azienda con i contenuti che hai pubblicato.

TUTTO QUESTO PERÒ NON È ANCORA ACCADUTO

Ti abbiamo solo descritto uno scenario che – proprio come quello dei “restauratori improvvisati” – è più frequente di quanto si immagini.

Come a dire: puoi evitare di cadere nell’errore e continuare a vedere Tizio semplicemente come un buon amico e non come la risorsa primaria della tua comunicazione sul web.

La competenza, l’esperienza e la professionalità sono elementi imprescindibili in ogni ambito, in ogni settore e in ogni progetto che si rispetti. La scelta di rinunciarvi a fronte di un ipotetico risparmio, trasforma la spesa in un costo passivo.

Investire in una gestione professionale della comunicazione e del marketing vuol dire invece assicurarsi un servizio in grado di produrre risultati importanti, sia in termini di visibilità che in termini di guadagno concreto.

In fin dei conti, pensaci bene: faresti riparare la tua macchina al meccanico, o per risparmiare ti rivolgeresti a un amico appassionato di motori che non ha mai lavorato in officina? Faresti progettare un edificio a un architetto, o al tipo conosciuto al bar che ti ha detto di aver letto un libro di architettura negli anni del liceo?

E soprattutto, ora come ora, affideresti la comunicazione e il marketing della tua azienda a una web agency organizzata e strutturata come si deve, oppure al caro vecchio Tizio?

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